Come guadagnare sul mercato senza fare errori

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Come guadagnare più del nostro vicino di casa, senza fare gli errori comuni dell’investitore medio – Articolo di Stefano Bagnoli

Vediamo insieme come guadagnare sul mercato, più del nostro vicino di casa, senza fare fare gli errori comuni dell’investitore medio.

Il cammino dell’investimento è paragonabile ad una avventura di Indiana Jones in mezzo alla giungla, impervia, imprevedibile, piena di difficoltà ma che alla fine presenta un tesoro antico di inestimabile valore. Tutta via un investitore non rischia la vita, e se fatto con coscienza nemmeno i soldi, ma ci arriveremo dopo. Di fatti possiamo dire che il mondo dell’investimento presenti diverse incertezze sul futuro, nessuno sa dove andranno i tassi d’interesse, quali saranno le prossime mosse delle Banche Centrali e tra quanto arriverà la prossima crisi di mercato.

Ci sono troppe variabili in gioco, variabili per altro NON controllabili.
Tutto ciò rende il nostro settore imprevedibile, ma questo non ci impedisce, con il giusto approccio, di fare bene in termini di successo.
Se convieni con me, che il futuro non sia prevedibile, allora faresti bene a risparmiare tempo e smettere di provarci, dico davvero.
Qualora trovassi qualcuno che ti dice di farlo, allora hai di fronte un ciarlatano o Nostradamus.
Fatto nostro il dogma del futuro NON prevedibile possiamo passare ai fatti.

Uno studio condotto da Dalbar ci indica come l’investitore medio (Average Investor), negli ultimi 20 anni, abbia ottenuto un rendimento medio annuo del 2,5%. Poco male si potrebbe pensare.
Probabilmente quel risultato è stato ottenuto da pareri, opinioni, “secondo me” che hanno fatto seguire entrate e uscite dal mercato. Peccato, che un investitore “pigro” che abbia comprato e tenuto un portafoglio (60% azioni e 40% obbligazioni) abbia ottenuto più del doppio (5,6%), nello stesso
tempo facendo meno sforzi.
Ecco lo studio:

Che sia tempo di rivedere le proprie convinzioni?
Per capire meglio il costo vivo di questi comportamenti, €100.000 investiti per 20 anni al 2.5% diventano €163.861, investiti al 5.6% (portafoglio 60/40) €297.357, a spanne quelle convinzioni sono costate €130.000.
Serve aggiungere altro?
So bene che i valorosi e inarrendibili continueranno a serrare le fila e credere che si possa fare meglio e che loro NON sono tra quei “Average Investors”, nessuno può salvarli.

Un altro studio, parlando sempre di fatti, condotto da JP Morgan “Get Invested-Stay Invested” ci mostra come basti poco a perdere, per sempre, i rendimenti generati dal mercato, ebbene sì, i rendimenti li genera il mercato e la nostra abilità sta nel creare reti solide per “pescare” questi rendimenti.

Un investitore che dal 1997 al 2016 avesse comprato e mantenuto per tutto il periodo, l’indice azionario SP500 avrebbe generato un rendimento annuo del 7.68%, colui che avesse perso i 10 giorni migliori avrebbe dimezzato quel rendimento (4%) perdendo i 30 giorni migliori avrebbe buttato via 20 anni di rendimenti (-0,51%).

Va inoltre portato alla mente che i rendimenti migliori arrivano dopo quelli peggiori, periodo nel quale gli “Average Investors” escono dal mercato, rischiando di perdere il treno.
L’investimento di successo è lontano da queste logiche da film, è molto più noioso, per divertirsi ci sono altre modalità, a mio avviso.
Come punto di partenza occorre precisare che quelle reti di cui parlavamo prima, vanno tenute in acqua il più a lungo possibile, in modo da aumentare il pescato, quindi investire e rimanere investiti.

Occorre avere un orizzonte temporale per sapere quale sarà la composizione del nostro portafoglio (il giusto mix tra azioni e obbligazioni) e soprattutto per non farsi spaventare dai crolli, sapendo che abbiamo ancora tempo davanti per recuperare.
La diversificazione ci aiuterà ad evitare grandi guadagni ma anche grosse perdite, facendo progredire il nostro capitale nel tempo.
Evitando di finire a cercare l’asset che ha reso di più perché non è detto che sarà quello che continuerà a rendere di più (Come da foto qui sotto), basta giocare di umiltà e fare un mix tra le asset disponibili, è inoltre vero che la ricerca delle mode o dei settoriali dovrebbero rappresentare un parte satellite (marginale) dell’investimento, poiché essendo mode potrebbero passare.

Ma l’avidità umana è incontrollabile e si tende a prendere le cose che IERI hanno reso di più, ma prima o dopo il conto verrà presentato ed è sempre meglio pagarlo in piccola parte.

Attenzione non sto dicendo che sia errato, io stesso lo faccio in percentuale ridotta e diversificata, non deve diventare un “credo religioso” per il cui si muore.
La conclusione è che come obiettivo principale devo avere quello di salvaguardare i miei soldi e poi farli aumentare in modo protetto, sostenibile e con buon senso.

Può essere noioso ma è ciò che funziona.


Stefano Bagnoli

https://www.investitoreprotetto.it/

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