Gli Investimenti ESG

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Gli investimenti a tema ESG, che privilegiano l’aspetto sociale, ambientale, e di governance, delle aziende, stanno catturando sempre più attenzione presso gli investitori. Approfondiamo l’argomento

Gli investimenti a tema ESG (Environmental, Social e Governance) stanno diventando sempre più popolari presso gli investitori.

I dati di ricerca di Google Trends evidenziano appunto come la parola ESG sia diventata una parola chiave all’interno dei motori di ricerca di tutto il mondo, a conferma della popolarità che ha acquisito questo specifico ambito d’investimento:

https://twitter.com/AdviseOnly/status/1334051019337179137/photo/1

Se infatti osserviamo i flussi, sul tema, vediamo come gli investimenti definiti come sostenibili abbiano attirato parecchie masse, soprattutto nell’ultimo periodo:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/11/04/animal-spirits-trading-the-election/

Le proiezioni al 2030 evidenziano quanto in futuro ci si aspetti che gli strumenti ESG continuino ad aumentare in termini di masse e volumi, a conferma dell’interesse sempre più vivo da parte degli investitori su questo tema:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/12/11/animal-spirits-esg-investing/

Possiamo quindi affermare senza dubbio che è presente un nuovo stile d’investimento in città, verso il quale gli investitori si dimostrano sempre più attenti. La domanda di soluzioni ESG è in continuo aumento, come appunto mostrato dai flussi in ingresso su questo tema specifico:

https://awealthofcommonsense.com/2020/12/talk-your-book-esg-investing/

Cosa intendiamo intanto con investimenti a tema ESG?

L’acronimo sta ad indicare tutte le attività legate all’investimento definito come sostenibile, e che pongono quindi l’attenzione sugli aspetti ambientali, sociali, e di governance.

La natura stesso dell’investimento ha portato sempre più persone ad interessarsi sul tema, come evidenziato anche dalla seguente ricerca effettuata da Callan:

https://www.callan.com/2020-esg-survey-blog/

Nel sondaggio ESG 2020, effettuato dal Callan Institute, si evince come il 42% degli intervistati abbia incorporato il fattore ESG nel proprio processo decisionale d’investimento. La quota è praticamente raddoppiata, rispetto al 22% registrato nel 2013.

Cosa spinge gli investitori verso questo particolare tema d’investimento?

La risposta ci arriva sempre dal sondaggio effettuato da Callan:

https://www.callan.com/2020-esg-survey-blog/

La ragione principale che ha spinto gli intervistati ad avvicinarsi al mondo ESG è quella di rispondere alle esigenze e alle preoccupazioni dei soggetti coinvolti nei processi aziendali.

Al contrario, il motivo citato più frequentemente per non considerare l’aspetto ESG nelle proprie scelte d’investimento è legato alla percezione che i vantaggi offerti siano ancora poco chiari o non del tutto evidenti.

In effetti, gli studi a proposito dell’affidabilità della denominazione ESG, e di come questa si traduca in un effettivo valore aggiunto per l’investitore, sono spesso contrastanti, come evidenziato in questo articolo di Larry Swedroe, responsabile della ricerca per Buckingham Strategic Wealth e Buckingham Strategic Partners.

https://www.advisorperspectives.com/articles/2020/08/24/is-esg-research-unreliable

Ne abbiamo parlato in precedenza anche all’interno di questo articolo:

https://www.ilconsulenteintelligente.com/megatrend-esg-marketing-finanziario/

Interessante, a proposito, osservare il seguente studio di Morningstar, che evidenzia, nel grafico in allegato, i rendimenti da inizio 2020 fino ad aprile 2020, dei principali fondi d’investimento riconosciuti come ESG, attivi sui segmenti azionario USA Large Cap, azionario internazionale Paesi Sviluppati, e azionario Paesi Emergenti. Il pallino verde identifica, per ciascun mercato, la performance di un ETF a replica del mercato stesso.

https://www.evidenceinvestor.com/three-truths-about-esg-investing/

Alcune strategie ESG hanno quindi fatto meglio del mercato, altre peggio. Non esistono quindi evidenze sostanziali a certificare un rendimento aggiuntivo riconosciuto da questo particolare tipo di strumenti.

A conferma di ciò, uno studio accademico, riportato nel seguente articolo, evidenzia come i fondi ESG non abbiano di fatto migliorato le prestazioni degli investimenti, durante il drawdown di inizio anno, scatenato dal Covid-19:

https://www.institutionalinvestor.com/article/b1n0tqh3vbj123/Academics-Attack-ESG-for-Failure-to-Outperform-During-Crisis

Tuttavia, come sappiamo, il tema ESG continua ad attirare l’interesse degli investitori, come mostrato dai dati che emergono da Google Trends (che riflettono la popolarità di questo tema all’interno delle ricerche effettuate dagli utenti nel corso del tempo):

https://www.evidenceinvestor.com/three-truths-about-esg-investing/

A fronte di questa domanda, la macchina del “marketing” finanziario, ovviamente, non poteva restare indifferente, ed ecco la corsa, da parte dei fondi d’investimento, ad ottenere la certificazione ESG. Di seguito, osserviamo il dato che riflette l’impennata del numero dei fondi che hanno fatto domanda per ottenere il riconoscimento ESG:

https://www.evidenceinvestor.com/three-truths-about-esg-investing/

Il lancio di nuove strategie d’investimento etico-sostenibili prosegue a ritmi importanti:

https://www.institutionalinvestor.com/article/b1q2jyhcb8lmz9/Why-ESG-Funds-Fail-to-Scale

Tuttavia, un conto è dichiarare di seguire politiche d’investimento sostenibili, un altro è sostenerle poi all’atto pratico.

Interessante, a proposito, la storia di Boohoo.

https://www.evidenceinvestor.com/boohoo-teaches-esg-investors-a-lesson/

Boohoo è un’azienda di moda britannica, spesso considerata all’interno dei fondi ESG.

Un rapporto del Sunday Times ha evidenziato come i lavoratori presso una fabbrica di Leicester che produce vestiti Boohoo venissero pagati solo 3,50 £ l’ora.

Lo scandalo ha colpito molto il marchio di moda, eppure il suo rating ESG era fra i più alti nel settore.

https://www.evidenceinvestor.com/boohoo-teaches-esg-investors-a-lesson/

Quindi, ingannare il sistema è possibile. Soprattutto perchè per gli investitori è difficile poter disporre di tutte le informazioni, in modo trasparente, così da compiere scelte ponderate.

Quindi, all’occhio.

In sostanza, non è sempre tutto oro quello che luccica, e il marketing finanziario è sempre pronto a costruire nuove etichette per attirare l’attenzione degli investitori, così come le aziende sono pronte a lanciarsi nel calderone, con una bella etichetta ESG in bella mostra anche laddove non ne abbiano diritto.

Più che l’investimento sostenibile, è meglio l’investimento consapevole.

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