Il 2021 sui mercati

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Osserviamo dati e grafici per capire che anno è stato il 2021 appena trascorso sui mercati

Che anno è stato il 2021 appena trascorso sui mercati?

Principalmente, un anno di bassa volatilità sul mercato azionario, se si osservano i drawdown registrati dall’indice S&P500:

https://awealthofcommonsense.com/2021/12/my-favorite-charts-of-2021/

Naturalmente, l’indice è rappresentativo di un ampio paniere di titoli, al cui interno possiamo trovare singole azioni che si sono comportate molto bene, e altre invece che hanno registrato loss anche importanti; tuttavia, se osserviamo il dato nel suo complesso, possiamo parlare di un anno di calma sul mercato, associata ad una performance maturata fra le più generose degli ultimi anni:

https://twitter.com/RyanDetrick/status/1476205133608493067/photo/1

Questo infatti il percorso dell’indice S&P500 nell’anno appena trascorso; certamente impressionante, spinto, forse, anche dalle politiche accomodanti portate avanti dalle Banche Centrali:

https://twitter.com/markets/status/1477024516022976528

Un percorso quindi ampiamente positivo, ma che ha conosciuto anche fasi negative (come evidenziato nel grafico di seguito), e che ha messo alla prova quindi, come sempre, gli umori degli investitori, oltre ad alimentare ulteriormente il “Wall of Worries“, soprattutto nei confronti di chi pensava di liquidare le posizioni e prendere profitto temendo crolli imminenti:

https://twitter.com/bespokeinvest/status/1477013090294194178/photo/1

Entrando più nello specifico, il settore energetico ha generato le performance più importanti, nell’ottica del +55%, accumulate principalmente nel corso della prima metà dell’anno :

https://novelinvestor.com/2021-a-year-in-returns/

Dall’altra parte, se l’America, tradotta nell’indice azionario S&P500, ha saputo generare performance rilevanti, lo stesso non si può dire dell’area emergente, che ha sofferto particolarmente, soprattutto in riferimento a Cina, Brasile, Cile e Turchia:

https://novelinvestor.com/2021-a-year-in-returns/

Bene invece il resto dei paesi sviluppati. Da segnalare il calo maturato nel mese di novembre, che ha colpito in parte anche alcune borse dei paesi emergenti:

https://novelinvestor.com/2021-a-year-in-returns/

Questo invece un quadro riepilogativo delle performance di mercato del 2021:

https://novelinvestor.com/2021-a-year-in-returns/

Uno dei driver principali che ha accompagnato le Borse nel corso del 2021, insieme all’incertezza dettata dalle varianti del Covid-19, è certamente l‘inflazione, tornata prepotentemente sulla scena, con un rialzo improvviso che ha sorpreso tutti.

https://awealthofcommonsense.com/2021/12/my-favorite-charts-of-2021/

Transitoria o meno, l’inflazione ha stressato ulteriormente un mercato obbligazionario già alle prese con uno scenario di probabile rialzo dei tassi, che ha penalizzato la parte bond nel 2021. Se infatti parliamo di anno ampiamente positivo per le Borse, lo stesso non si può dire per l’asset obbligazionario, che ha chiuso uno dei suoi peggiori anni:

https://twitter.com/RyanDetrick/status/1476998123226640389/photo/1

Questo infatti l’andamento della parte US Aggregate Bond, che chiude il 2021 in perdita, seppur marginale:

https://awealthofcommonsense.com/2021/12/my-favorite-charts-of-2021/

I rendimenti ad esempio dei titoli governativi USA sono cresciuti, soprattutto nella prima fase dell’anno, sulle aspettative di un aumento dell’inflazione:

https://novelinvestor.com/a-look-back-at-2021/

Anche l’ Oro ha faticato, sottoperformando lo stesso indice Obbligazionario USA (in riferimento al Vanguard Total Bond Market), per quanto proprio dall’ Oro ci si aspetti un andamento positivo nelle fasi di rialzo dell’inflazione:

https://awealthofcommonsense.com/2021/12/my-favorite-charts-of-2021/

La funzione di hedging nei confronti dell’inflazione, riconosciuta all’Oro, non ha infatti funzionato lo scorso anno, proprio in un momento in cui la stessa inflazione ha spiccato il balzo:

https://theirrelevantinvestor.com/2021/12/31/10-lessons-from-2021/

Hanno invece funzionato, sempre in ottica di copertura da scenari inflazionistici, i bond inflation linked, che hanno quindi aiutato e sostenuto i portafogli, nell’arco del 2021:

Da registrare invece l’anno turbolento, parlando di criptovalute, vissuto dai Bitcoin, soggetti a forti oscillazioni e drawdown, a cui tuttavia un’investitore di questo specifico asset dovrebbe ormai essere abituato:

https://awealthofcommonsense.com/2021/12/my-favorite-charts-of-2021/

Ma il 2021 è stato anche l’anno della speculazione, in cui il mercato è divenuto una sorta di Casinò finanziario aperto al gioco d’azzardo vero e proprio:

https://novelinvestor.com/a-look-back-at-2021/

Basti citare poi lo Short Squeeze su GameStop, davvero incredibile:

https://novelinvestor.com/a-look-back-at-2021/

La stessa speculazione effettuata sulle Penny Stock ha raggiunto livelli pazzeschi.

https://novelinvestor.com/a-look-back-at-2021/

A concludere, ecco quindi un riassunto del 2021 appena trascorso, approfondito nelle varie asset class di mercato:

https://www.evidenceinvestor.com/investment-lessons-the-markets-taught-in-2021-part-2/
https://www.evidenceinvestor.com/investment-lessons-the-markets-taught-in-2021-part-2/

Quindi, dopo un rialzo impressionante di quasi il 30% messo a segno dall’indice azionario S&P500, cosa aspettarci per il 2022?

https://awealthofcommonsense.com/2021/12/my-favorite-charts-of-2021/

Come sempre, fare previsioni è molto difficile, e, forse, non è nemmeno compito dell’investitore, soprattutto se si è condiviso un percorso passivo sul mercato in ottica Life-Strategy; assistere come spettatori del mercato (soprattutto durante i ribassi, quando viene voglia di alzarsi dalla “sedia” e abbandonare la sala) resta un compito difficile ma facilmente più premiante rispetto alla cartomanzia finanziaria.

La cosa importante è essere consapevoli che, anche se il 2021 ci ha fatto sembrare tutto fin troppo facile, in realtà investire resta un’attività, parafrasando Warren Buffet “semplice ma non facile“. Pasti gratis non esistono, e sul mercato la gestione del rischio viene prima della gestione dei rendimenti.

Ultimo aggiornamento: 24/01/2022

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