Inflazione, il killer silenzioso

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L’inflazione è il killer silenzioso dei nostri risparmi. Vediamo perchè.

L’inflazione è il killer silenzioso dei nostri risparmi, e finisce per vanificare gli sforzi che abbiamo fatto nell’accumulare con fatica il nostro capitale.

Questo perchè, seppur in termini nominali la moneta mantiene il suo valore numerico nel corso del tempo (1.000 euro sono 1.000 euro oggi come lo sono fra 10 anni), in termini reali il potere d’acquisto del nostro capitale si riduce nel corso del tempo. Ovvero con i 1.000 euro di oggi, fra 10 anni potrò comprarmi meno beni e servizi rispetto a quelli che posso acquistare ora (perchè nei 10 anni avremo un aumento del costo della vita, per effetto appunto dell’inflazione, ovvero dell’aumento del livello dei prezzi).

Ecco perchè è importante far lavorare i nostri soldi, nel corso del tempo, in modo che possano valorizzarsi al passo con l’inflazione, e mantenere il loro valore reale.

Vediamo di seguito la variazione in termini reali (quindi al netto dell’inflazione) di un dollaro, nel corso della storia:

https://www.advisorperspectives.com/dshort/updates/2020/07/14/a-long-term-look-at-inflation

Il percorso di erosione di valore che vediamo nel grafico è dettato appunto dall’effetto inflazione, ovvero dall’incremento del livello dei prezzi al consumo.

Vediamo di seguito la rappresentazione grafica del paniere rappresentativo dell’ Indice dei Prezzi al Consumo Americano, suddiviso per 8 diverse categorie principali:

https://www.advisorperspectives.com/dshort/updates/2021/03/10/components-of-the-cpi-february-2021

E questo l’andamento nel tempo, ovvero le variazioni dei prezzi, delle diverse voci:

https://www.advisorperspectives.com/dshort/updates/2021/03/10/components-of-the-cpi-february-2021

Da qui, possiamo andare a ricavare quella che è stata quindi l’inflazione media, nel corso del tempo, tradotta nel seguente grafico, che ripercorre appunto lo storico dell’inflazione americana.

https://www.advisorperspectives.com/dshort/updates/2020/07/14/a-long-term-look-at-inflation

Negli ultimi 10 anni, ad esempio, chi non avesse valorizzato i propri risparmi al ritmo dell’1,73% annuo, avrebbe registrato una perdita reale sul proprio capitale.

Questo, infatti, il quadro del tasso d’inflazione USA dal 2010 ad oggi:

https://awealthofcommonsense.com/2020/09/animal-spirits-asset-price-hyperinflation/

Ora, vediamo più da vicino l’inflazione, tradotta nella variazione dei prezzi di diversi beni e servizi, in America dal 1998 al 2018:

https://awealthofcommonsense.com/2020/07/how-the-u-s-consumer-became-the-most-resilient-force-in-the-economy/

Possiamo quindi descrivere l’inflazione molto semplicemente in questo modo:

https://twitter.com/StockCats/status/1297179796376637441/photo/1

La linea verde traccia il percorso dei prezzi di beni e servizi di cui abbiamo più bisogno, e che di conseguenza compriamo con maggior frequenza (alimentandone i prezzi). La linea blu invece disegna la variazione dei prezzi di ciò di cui abbiamo meno bisogno e che compriamo raramente. La media, linea gialla, è il livello d’inflazione che rappresenta quindi l’intero paniere diversificato di beni/servizi.

Entriamo più nello specifico; possiamo osservare, in questa tabella, la variazione dei prezzi (annualizzata) in America dal 1998 al 2020, per le diverse categorie di beni e servizi:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/09/13/whats-driving-inflation/

Questo invece il quadro storico inflazionistico in UK (la linea CPI sta ad indicare il Consumer Price Index, ovvero l’indice dei prezzi al dettaglio):

https://www.evidenceinvestor.com/wall-and-main-are-two-different-streets/

Ecco perchè investire non è una scelta, o un’opzione, è l’unica possibilità che abbiamo per far lavorare i nostri soldi nel corso del tempo perchè possano mantenere il loro valore.

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