Investire in Bitcoin?

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Investire in Bitcoin conviene? Approfondiamo insieme l’argomento.

Investire in Bitcoin conviene?

Il mondo delle criptovalute sta catturando sempre più interesse presso gli investitori, approfondiamo quindi il tema, dando uno sguardo alla valuta virtuale forse più nota, ovvero ai Bitcoin.

Per cominciare, qual’è l’effettiva funzione dei Bitcoin, ad oggi?

La narrativa a riguardo ha raccontato diverse storie, nel corso tempo, che troviamo qui riepilogate:

Meglio concentrarci quindi sugli aspetti finanziari della criptovaluta, intesa come strumento d’investimento. Parliamo di un asset che, come vedremo, ha saputo generare ad oggi rendimenti importanti, seppur a fronte di una notevole volatilità, esponendo l’investitore a forti oscillazioni nel corso del tempo. Il grafico di seguito, che mostra le variazioni giornaliere della criptovaluta, dal 2016 al 2021, evidenzia proprio le “montagne russe” che hanno caratterizzato ad oggi il percorso dei Bitcoin:

https://twitter.com/bespokeinvest/status/1355136810792443904/photo/1

Per capire meglio di che tipo di oscillazioni stiamo parlando, basti paragonare ad esempio la volatilità, espressa nella deviazione standard, dei Bitcoin rispetto a quella dell’indice azionario S&P500, che, a confronto, sembra una “passeggiata di salute”:

https://theirrelevantinvestor.com/2021/04/24/liquidation/

Lo stesso percorso del classico portafoglio 60/40 è acqua di rose, rispetto alla volatilità espressa dall’indice CMBI Bitcoin:

https://www.morningstar.it/it/news/213904/come-qualche-bitcoin-pu%c3%b2-cambiare—e-molto—un-portafoglio-60%2f40.aspx

Parlando di rendimenti, le valutazioni dei Bitcoin hanno oggi raggiunto livelli così elevati, che è inevitabile chiederci se ci troviamo di fronte all’ennesima bolla pronta ad esplodere; vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza a riguardo.

Nel grafico di seguito, osserviamo la capitalizzazione del mercato dei Bitcoin, messa a confronto con le più importanti grandezze di mercato. Vediamo quindi come:

  • La sola capitalizzazione di Amazon sia più grande, rispetto a quella dei Bitcoin, di ben 858 miliardi di dollari
  • Il valore dell’oro presente a livello globale è 70 volte più grande del mercato dei Bitcoin
  • Le criptovalute sono l’equivalente di solo lo 0,23% di tutto il denaro definito a livello mondiale
https://howmuch.net/articles/worlds-money-in-perspective-2018

Detto questo, il punto resta. Le valutazioni raggiunte ad oggi rispecchiano il reale valore della criptovaluta, o siamo di fronte ad un eccesso pronto ad essere “corretto”?

Il pensiero comune è che ci troviamo di fronte ad una bolla prossima allo scoppio:

https://awealthofcommonsense.com/2021/04/talk-your-book-crypto-update-with-zac-prince/

Sarà effettivamente così? Nessuno può dirlo con certezza, ovviamente. La tecnologia alla base dei Bitcoin, ovvero la Blockchain, è certamente valida ed interessante, tanto da meritare un approfondimento a parte. Resta il fatto che, così come per ogni altro asset di mercato, è difficile ipotizzare con certezza quelli che saranno i movimenti futuri della criptovaluta certamente più nota.

Tutti quelli che hanno provato a fare previsioni a riguardo, si sono puntualmente sbagliati:

https://www.evidenceinvestor.com/why-failed-predictions-are-soon-forgotten/
https://twitter.com/StockCats/status/1331242488221331462/photo/1

Interessante poi come siano cambiate le idee strada facendo, sull’onda delle performance maturate:

https://twitter.com/DocumentingBTC/status/1382684449360449540/photo/1

Nella trappola delle performance pare esserci caduti tutti, da consulenti finanziari agli stessi investitori, che, come evidenziato nella seguente ricerca, hanno manifestato un maggior interesse verso i Bitcoin proprio sull’onda del recente rialzo:

https://twitter.com/jsblokland/status/1408666489142587394/photo/1

Interessante questa tabella, che riporta l’ “identikit” dell’investitore in Bitcoin, a paragone con l’ investitore azionario medio americano. Fra i vari dati presi in esame, balza all’occhio come l’investitore medio in cripto tenda ad un’età media di 38 anni, rispetto ai 47 dell’investitore azionario più tradizionale:

https://www.marketwatch.com/story/more-than-1-in-10-americans-invested-in-crypto-this-year-heres-how-they-differ-from-stock-market-investors-11626980261?mod=home-page

A comprare Bitcoin però non sembrano essere solo gli investitori retail, come emerso da questo studio:

https://twitter.com/jsblokland/status/1423154726116409346/photo/1

Quindi, al netto di tutto questo, come valutare correttamente quindi i Bitcoin all’interno di un portafoglio d’investimento?

Interessante, a tal proposito, l’articolo di Morningstar:

https://www.morningstar.it/it/news/198150/cripto-valute-in-portafoglio.aspx

 L’asset non crea denaro ma può essere utile come mezzo di diversificazione, in quanto si comporterebbe in maniera diversa rispetto alle azioni e ai bond e fornirebbe quindi una buona diversificazione”, dice Rekenthaler (di Morningstar).

A riguardo si è espresso anche Dan Kemp, di Morningstar Investment Management:

Penso che la maggior parte degli investitori debba stare molto attenta nell’includere le criptovalute nel proprio portafoglio.

Alcune cose sembrano avere un valore solo perché sono popolari. Ma come succede con tutte le mode, questa popolarità può scomparire dall’oggi al domani e all’improvviso scopri che ciò che pensavi avesse valore in realtà non lo ha.

Poi, potrebbe anche esserci un motivo per avere alcune attività, in chiave di diversificazione, nel tuo portafoglio, così che agiscano diversamente da azioni e obbligazioni. Ma ricorda, un’asset che offre valore in un’ottica di diversificato è qualcosa che preserva la ricchezza quando gli strumenti tradizionali stanno diminuendo di valore. Lo scopo di un asset diversificante non è cercare di fare la fortuna dall’oggi al domani. Non è così che funzionano gli investimenti a lungo termine. E quindi, sarei molto, molto attento a detenere criptovalute nel portafoglio. Assicurati di aver compreso il rischio che comporta. E ricorda che investire è davvero molto noioso

https://www.morningstar.it/it/news/212553/criptovalute-una-storia-gi%C3%A0-vista.aspx

L’asset può quindi fungere, laddove pesata correttamente, come ulteriore fonte di diversificazione di portafoglio, anche se le opinioni sembrano contrastanti in merito, come si evince dalle stesse analisi condivise da Morningstar.

Vediamo quindi, nel grafico che segue, la correlazione storica, ad esempio, fra Bitcoin e l’indice azionario S&P500:

https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-02-16/bitcoin-s-ebbing-correlations-boost-its-diversification-benefits?utm_content=business&utm_source=twitter&cmpid=socialflow-twitter-business&utm_campaign=socialflow-organic&utm_medium=social
https://theirrelevantinvestor.com/2021/06/22/will-bitcoin-crash-the-stock-market/

I 2 mercati, come evidenziato, non sempre viaggiano sullo stesso binario, il che può essere letto positivamente, in ottica di diversificazione di portafoglio. Basti osservare anche quanto sta accadendo nell’ultimo periodo, con i Bitcoin oggetto di forte sell-off, a fronte di una mercato azionario invece piuttosto calmo:

https://awealthofcommonsense.com/2021/05/4-lessons-from-the-crypto-crash/

Questa invece la correlazione, negli ultimi 5 anni, con Oro, S&P500, Bond USA, e Petrolio:

https://www.indexologyblog.com/2021/01/21/bitcoins-rise-reminiscent-of-u-s-gold-rush/

I Bitcoin hanno quindi effettivamente offerto ad oggi, agli investitori, bassa correlazione con le altre asset di mercato, e tanta volatilità (che si poi è tradotta in performance rilevanti).

Si è parlato anche di Bitcoin come nuovo “oro”, ma il paragone con il bene rifugio per definizione sembra ad oggi ancora un po’ forzato.

https://www.indexologyblog.com/2021/01/21/bitcoins-rise-reminiscent-of-u-s-gold-rush/

Oro o non oro, di certo il mercato dei Bitcoin ha iniziato a “brillare”, tanto da portare la criptovaluta a raggiungere, in tempi recenti, e superare i massimi toccati a dicembre del 2017:

Ecco di seguito il percorso, step by step, messo a segno dalla criptovaluta (road to 20.000):

https://twitter.com/charliebilello/status/1339209707504984067/photo/1

Interessante osservare come l’andamento dei Bitcoin sia influenzato dal volume di bond in circolazione a rendimento negativo:

https://twitter.com/Schuldensuehner/status/1322639750449270784/photo/1
https://seekingalpha.com/article/4395316-unstoppable-force-of-bitcoin

Ora, ragionando semplicemente sulla base dei rendimenti, questo di seguito è il percorso, ed i ritorni, anno su anno, dei Bitcoin:

https://twitter.com/charliebilello/status/1328700873724325890/photo/1

Percorso che, come abbiamo visto, è passato attraverso diversi drawdown, qui evidenziati:

https://compoundadvisors.com/2020/5-chart-friday-11-20-20

Come mostrato nella tabella, i ribassi a cui ci espone la criptovaluta sono certamente per cuori forti:

https://awealthofcommonsense.com/2020/11/the-best-case-scenario-for-bitcoin/

L’ultima discesa, relativa a maggio 2021, ce lo ricorda nuovamente:

https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-05-19/bitcoin-plunges-below-33-000-and-a-key-moving-average-chart?utm_source=twitter&utm_medium=social&utm_content=business&utm_campaign=socialflow-organic&cmpid=socialflow-twitter-business

Di seguito le correzioni più importanti subite nel corso del tempo:

  • -35%, Gennaio 2017
  • -33%, Marzo 2017
  • -32%, Maggio 2017
  • -40%, Giugno 2017
  • -41%, Settembre 2017
  • -30%, Novembre 2017
  • -21% Dicembre 2017
  • -23% Dicembre 2017
  • -84% Dicembre 2018
  • -31%, Gennaio 2021
  • -26% Febbraio 2021
  • -32%, Maggio 2021

Ma cosa ne pensano a riguardo i professionisti del mondo finanziario, come ad esempio Ray Dalio?

Potrebbe sfuggirmi qualcosa sui bitcoin, quindi mi piacerebbe essere corretto”.

Il bitcoin non è ancora ampiamente accettato dai commercianti, a causa della sua volatilità, aspetto che lo rende anche un asset “non adatto come riserva di ricchezza”, ha aggiunto.

“A differenza dell’oro, che è la terza più alta riserva di attività posseduta dalle banche centrali, non riesco a immaginare banche centrali, grandi investitori istituzionali, aziende o multinazionali che utilizzino bitcoin

Ray Dalio

Ray Dalio è poi tornato a parlare dell’argomento all’interno di questo approfondimento:

https://www.linkedin.com/pulse/what-i-really-think-bitcoin-ray-dalio/

Anche Nassim Taleb pare non troppo convinto del valore di Bitcoin:

https://www.hwupgrade.it/news/mercato/fallimento-e-calamita-per-imbecilli-ecco-i-bitcoin-secondo-nassim-taleb_95548.html

“Fallimento e calamita per imbecilli”

Nassim Taleb

Questa invece l’opinione di Roubini, noto economista americano:

Anche Charlie Munger, storico socio di Warren Buffet, si è espresso a riguardo, in modo poco favorevole:

https://www.wallstreetitalia.com/charlie-munger-critico-su-bitcoin-e-tesla-non-so-cosa-sia-peggio/

Bitcoin: “Non lo comprerei mai”

Charlie Munger

Ora, qualora decidessimo di inserire una quota di Bitcoin in portafoglio, quale può essere un peso “adeguato”?

A tal proposito, ci viene in aiuto questo interessante studio, che mostra performance, volatilità, e perdita massima relativi all’ indice azionario Russell 1000 e ai Bitcoin, dal 31/12/2014 al 30/09/2020, evidenziando anche cosa sarebbe successo se all’indice azionario avessimo abbinato un 2,5% o un 5% di Bitcoin.

https://seekingalpha.com/article/4391166-risk-friendly-ways-to-consider-bitcoin-allocation
https://seekingalpha.com/article/4391166-risk-friendly-ways-to-consider-bitcoin-allocation

Una piccola allocazione nella criptovaluta ha migliorato, nell’arco temporale studiato, la performance di portafoglio, a pari rischio. Interessante (anche se non costituisce garanzie sul futuro). E’ bene però essere consapevoli a cosa ci esponiamo man mano che aumentiamo l’esposizione verso i Bitcoin, e quanto rischio siamo disposti a digerire lungo il percorso; un’allocazione pari al 5%, abbinata ad un portafoglio 60/40, avrebbe infatti portato a questi drawdown lungo il percorso (di diversa entità, in base a quale asset viene tolto spazio per inserire la stessa cripto, se azionario oppure obbligazionario):

https://www.morningstar.it/it/news/213904/come-qualche-bitcoin-pu%c3%b2-cambiare—e-molto—un-portafoglio-60%2f40.aspx

Questo invece il confronto fra un classico portafoglio 60/40, e lo stesso modello con l’aggiunta di un 2% in Bitcoin:

https://www.institutionalinvestor.com/article/b169zmjd1rrvcy/should-pension-funds-invest-in-bitcoin

Quindi, anche in questo caso, il passaggio da “cacciatori” di performance, e degli asset più performanti, ad investitori di lungo periodo, tramite asset allocation ben pianificate, è fondamentale, anche per inquadrare i Bitcoin. Del resto, basta osservare quanto accaduto nel corso del 2018, quando la criptovaluta subì un brusco calo.

L’analisi condivisa da Google Trends mostra come, sull’onda delle performance, sempre più persone si fossero interessate alla criptovaluta, ricercando sulla rete la parola “Bitcoin”, per poter quindi beneficiare di facili guadagni:

Ed ecco che quindi la bolla si gonfiò, per poi scoppiare, facendo nuovamente scemare l’interesse degli investitori verso lo strumento.

E oggi, che il Bitcoin segna nuovi massimi, cosa ci racconta Google Trend?

La storia sembra diversa rispetto a quella del 2018, in quanto questo recente rialzo è passato più in sordina, e ha suscitato meno interesse da parte degli utenti:

https://seekingalpha.com/article/4395316-unstoppable-force-of-bitcoin

Chi invece sembra essere molto interessato al mondo cripto è certamente Elon Musk, che a colpi di Tweet sta influenzando l’andamento dei prezzi di Bitcoin. Su quanto questo possa essere regolare, ci sarebbe da aprire un libro a parte:

https://awealthofcommonsense.com/2021/05/4-lessons-from-the-crypto-crash/

Quindi, in conclusione?

In conclusione, come per tutti gli altri asset finanziari, vale quindi sempre il discorso per cui siamo investitori, non cacciatori di performance (il rendimento è una conseguenza del metodo d’investimento). Il Bitcoin non fa eccezione.

Quindi chi voglia considerarlo all’interno della propria asset allocation, consapevole del rapporto rischio/rendimento dell’asset stessa, è importante che lo faccia in virtù di una visione globale di diversificazione, e non di una ricerca della moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Alla stessa conclusione arriva Michael Batnick, autore del noto blog “The Irrelevant Investor”:

Ho acquistato Bitcoin per diversificare il mio portafoglio e il suo recente aumento di prezzo non cambia questo aspetto. Considero Bitcoin come parte della mia asset allocation a lungo termine. Se dovesse continuare a salire, e rappresentare una parte importante del mio portafoglio, lo ridurrò a un livello che mi metta a mio agio.

https://theirrelevantinvestor.com/2020/12/27/why-im-not-selling-bitcoin/

Ultimo aggiornamento: 06/08/2021

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2 Comments

  1. articolo molto interessante, come sempre.
    nell’ipotesi di volerne inserire al massimo un paio di punti % in portafoglio, come sarebbe meglio acquistarli? grazie

    1. Grazie per il supporto, Nico.
      Ad oggi è possibile esporsi direttamente sulle criptovalute, tramite piattaforme di exchange, o indirettamente, tramite ETC, da poco quotati sul mercato.
      A presto

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