Investire nel lungo periodo: il mercato azionario

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Il mercato azionario è il luogo adatto per chi vuole investire nel lungo periodo? Scopriamolo.

Il mercato azionario è il luogo corretto per investire nel lungo periodo?

Il mercato azionario, lo sappiamo, è quel posto che nel breve periodo ci espone a salite e discese, sull’onda della volatilità, ma che nel lungo periodo, tende a crescere e a produrre valore.

Come difatti insegna il Prof. Bertelli, dell’ Università di Siena “Il mercato tentenna, oscilla, traballa ma col tempo cresce”.

Per capire, in termini numerici, e quantificare quindi, l’oscillazione del mercato, prendiamo ad esempio l’indice azionario americano S&P500. Ecco di seguito il suo percorso storico, dal 1928 al 2017 (rendimenti espressi al netto dell’inflazione):

Cosa si evince da questi numeri?

Che, come anticipato inizialmente, il mercato oscilla, sull’onda della volatilità, nel breve termine, ma poi tende a crescere, sul più lungo periodo, e a produrre valore per l’investitore. Del resto, si parla appunto di premio al rischio, il mercato ci premia se siamo disposti ad accettare rischio, tradotto in termini di oscillazioni sul capitale investito, pasti gratis quindi non esistono.

Maggiore è il nostro arco temporale d’investimento, maggiore sono le probabilità di avere soddisfazioni sul mercato.

Lo stesso Samuelson, premio Nobel per l’Economia, ci insegna: “Investire è un po’ come aspettare che l’erba cresca o che la vernice asciughi”. La fretta è quindi una cattiva consigliera.

Per comprendere meglio questo concetto, è importante capire i movimenti del mercato, riportati nella seguente tabella (che recupera i dati storici relativi all’azionario americano, al netto dell’inflazione). Nelle due colonne, abbiamo i peggiori, e i migliori rendimenti messi a segno dal mercato, su vari orizzonti temporali (da 1 anno a 40 anni):

Più aumenta il fattore tempo, quindi, più aumenta la nostra possibilità di creare valore, anche negli scenari peggiori, e ridurre quindi il rischio del nostro investimento.

Il tempo quindi è il primo contributore di performance.

Del resto, come recita Jeremy Siegel, “Stocks for the long run”.

La distribuzione dei rendimenti sul mercato azionario americano ci mostra come il ritorno medio nel tempo sia decisamente positivo e profittevole per l’investitore, e che per arrivare a coglierlo, facilmente passeremo attraverso estremi, positivi e negativi, che quindi incontreremo lungo la nostra strada.

Quanto sarà poi il rendimento che, a conti fatti, porteremo a casa, sarà il mercato a deciderlo (e non noi):

https://awealthofcommonsense.com/2020/10/how-comfortable-are-you-holding-stocks-for-30-years/

Un esempio di rendimenti storici a 30 anni, maturati sull’indice S&P500:

  • 1926-1955 + 10,2%
  • 1956-1985 + 9,5%
  • 1986-2015 + 10,4%

Ecco che quindi, sì, il mercato azionario è il luogo più efficiente per valorizzare i nostri risparmi nel lungo periodo, se però sappiamo approcciarlo correttamente.

Ovvero:

https://www.ilconsulenteintelligente.com/comprare-vendere-non-fare-nulla/

Mantenere la rotta nel lungo periodo infatti non è sempre facile, per questo è importante avere una corretta guida comportamentale a disposizione.

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