Investire nell’oro conviene?

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Conviene investire nell’oro, all’interno del nostro piano d’investimento?

Investire nell’oro conviene, all’interno del nostro piano d’investimento?

Nel corso del 2019, l’oro è stato protagonista di un forte apprezzamento, che ha portato gli investitori a riconsiderarlo all’interno dei loro portafogli d’investimento.

La passione per l’oro è proseguita poi anche nel 2020, tanto che gli afflussi sulla materia prima hanno superato quelli precedentemente registrati nel corso del 2009:

Un’annata molto felice non basta però ad inquadrare correttamente l’oro, e capirne il suo reale valore. Andiamo quindi a tracciare uno storico del metallo giallo, per vederne le variazioni annue nel corso del tempo.

https://goldprice.org/ku/gold-price-jordan.html
https://www.visualcapitalist.com/the-periodic-table-commodity-price-returns-2021/

Questo invece il suo andamento espresso su grafico:

Attenzione, se andiamo poi a considerare anche la variabile inflazione, il percorso dell’oro cambia notevolmente, lo possiamo osservare di seguito, espresso quindi in termini reali:

https://twitter.com/jsblokland/status/1292061494402744325/photo/1

Ora mettiamo a confronto i 2 valori (nominale, linea blu, e reale, linea arancione), ed ecco come appare subito evidente l’incidenza del fattore inflazione (tanto che, al netto di questa, l’oro non ha ancora recuperato ad oggi i livelli toccati nel 1980:

https://ofdollarsanddata.com/why-ive-changed-my-mind-on-bitcoin/

Quindi, l’oro può portare ad ottenere performance certamente interessanti (come appunto quelle registrate nel corso del 2019 e 2020), così come cali e drawdown decisi, come quello avvenuto, ad esempio, nel periodo 2011-2015:

Capire i potenziali ribassi di ciò che siamo intenzionati ad acquistare, è fondamentale, ancora prima di cercare di capirne i potenziali rialzi. A tal proposito, per quanto riguarda l’oro, il grafico da prendere a riferimento, con evidenziati i drawdown storici dai massimi, è questo:

https://awealthofcommonsense.com/2020/11/the-best-case-scenario-for-bitcoin/

L’oro è rimasto in territorio negativo per quasi 30 anni, dagli inizi degli anni ’80, fino a poco prima dello scoppio della bolla del 2008.

Comprese quindi le oscillazioni storiche in termini di prezzi, vediamo ora di capire il valore dell’oro, e la sua funzione. Tre le cose importanti da sapere.

La prima è che l’oro, oltre ad essere un asset d’investimento, è anche un bene vero e proprio, e le riserve di metallo giallo sono detenute da tutte le maggiori economie mondiali (l’ America possiede ad oggi le quote maggiori di questa preziosa materia prima).

https://howmuch.net/articles/top-10-data-visualizations-2019

Le riserve mondiali di oro, detenute presso le Banche Centrali, variano nel tempo, come possiamo osservare di seguito, in base all’operatività stessa, in acquisto o in vendita, delle Banche Centrali:

https://seekingalpha.com/article/4357919-gold-is-still-undervalued

Le stesse politiche monetarie intraprese dalle Banche Centrali finiscono per influenzare il prezzo dell’oro. Ad esempio, possiamo osservare di seguito come l’adozione di una politica ultra-espansiva, come quella portata avanti nell’ultimo periodo, mirata ad aumentare l’offerta di moneta, abbia portato ad un apprezzamento dell’oro:

Ed ecco che arriviamo quindi al secondo aspetto, importante da conoscere. La relazione dell’oro con i tassi d’interesse, influenzati proprio dalle politiche monetarie stabilite dalle Banche Centrali, come abbiamo visto sopra.

Il rapporto è ben espresso nel grafico che segue. L’oro (linea arancione) tende ad apprezzarsi nelle fasi di discesa dei tassi (linea nera), e tende a soffrire invece quando i tassi salgono.

Se andiamo poi a prendere in considerazione quelli che sono i tassi reali, ovvero al netto della variabile inflazione, notiamo, espressa nei grafici di seguito, una relazione inversa fra le due voci, seppur non sempre rispettata:

https://awealthofcommonsense.com/2020/07/why-is-gold-rising/
https://awealthofcommonsense.com/2020/07/why-is-gold-rising/
https://seekingalpha.com/article/4371042-fed-stimulus-clears-path-for-gold-run

Quindi, una discesa dei tassi d’interesse, che si riflette in una discesa dei rendimenti obbligazionari, è favorevole per il rialzo delle quotazioni dell’oro. Ecco che infatti all’aumentare del volume di bond in circolo a rendimento negativo, causa discesa continua dei tassi d’interesse, è seguito un aumento del prezzo dell’oro:

https://seekingalpha.com/article/4357919-gold-is-still-undervalued

Siamo arrivati infine al terzo, e più importante aspetto da conoscere, ovvero la relazione dell’oro con gli altri asset di mercato.

L’oro infatti funge da bene rifugio, e tende ad apprezzarsi nelle fasi di risk-off di mercato, ovvero in scenari di avversione al rischio (vediamo infatti, ad esempio, l’apprezzamento avvenuto nel corso del 2008). E’ proprio per questa sua funzione (e non quindi per le performance attese) che il metallo giallo viene inserito nella maggior parte dei classici lazy portfolio, come il Permanent Portfolio o l’ All Weather di Ray Dalio.

Nella tabella che segue possiamo osservare rendimento, volatilità (standard deviation) e perdita massima (max drawdown), di un investimento in:

° Azioni (in questo caso sulla borsa americana, US Stocks)

° Oro

° Portafoglio 50% Oro e 50% Azioni

Ed ecco la magia. Se all’azionario abbiniamo una quota in oro, la volatilità e la perdita massima potenziale dell’investimento si riducono, a fronte di un rendimento decisamente interessante.

https://twitter.com/ValueStockGeek/status/1218920883139596288/photo/1

Osserviamo nuovamente il fenomeno. Di seguito abbiamo il percorso storico di diverse allocazioni di portafoglio, prendendo in esame gli ultimi 50 anni (dal 1970 ad oggi). Le prime 2 combinano, in misura diversa fra loro, azionario e obbligazionario, e le successive 2 che prevedono una quota investita in oro (una per il 5%, l’altra per il 20%, a sostituire la parte bond).

https://www.caniretireyet.com/going-for-gold/

L’inserimento di un 5% di oro ha ridotto perdita massima e volatilità rispetto ad un’allocazione tradizionale 80/20, senza inficiare il rendimento generato.
Un’allocazione del 20%, insieme ad un 80% azionario, ha addirittura migliorato le performance ottenute (rispetto ad un’allocazione 80% equity/20% bond), a fronte però di un aumento della volatilità, seppure registrando una minor perdita massima.

L’oro quindi migliora la diversificazione e l’efficienza di un portafoglio d’investimento, in quanto presenta una bassa correlazione con gli altri asset di mercato:

* Source: World Gold Council. Period from April 1, 2015 to April 1, 2020, based on monthly returns. Gold is measured by the LBMA Gold Price; stocks by the S&P 500 Index; commodities by the Bloomberg Commodity Index; Bonds by the BarCap Treasuries and Corporates.
https://seekingalpha.com/article/4339998-secular-gold-bull-resumes-force

La funzione di bene rifugio svolta dall’oro tuttavia richiede tempo per esprimersi; vediamo infatti come, storicamente, nelle fasi iniziali di una correzione di mercato, l’oro tende a scendere in linea con l’azionario, per poi rimbalzare velocemente:

Ecco infine a confronto oro (linea viola) e mercato azionario USA (indice S&P500, linea arancione):

https://awealthofcommonsense.com/2020/09/talk-your-book-investing-in-gold/

L’oro, quindi, nelle fasi incertezza e di avversione al rischio, acquista una grande funzione di bene rifugio. Ad esempio, durante lo scenario di risk-off dettato dalla pandemia mondiale legata al CoronaVirus, i prezzi del metallo giallo hanno registrato il più grande guadagno dal 2008. Di seguito vediamo come l’oro storicamente si sia apprezzato proprio durante le maggiori crisi di mercato:

https://awealthofcommonsense.com/2020/09/talk-your-book-investing-in-gold/

Ecco perchè è giusto investire nell’oro all’interno di un asset allocation.

Se addirittura prendessimo in esame il mercato, alla vigilia dello scoppio della bolla tech del 2000, l’oro ad oggi sarebbe l’asset più performante, rispetto ad azionario ed obbligazionario:

Source: Bloomberg. Period from 12/31/1999-4/20/2020. Gold is measured by GOLDS Comdty; US Agg Bond Index is measured by the Bloomberg Barclays US Agg Total Return Value Unhedged USD (LBUSTRUU Index); S&P 500 TR is measured by the SPX; and the U.S. Dollar is measured by DXY Curncy. Past performance is no guarantee of future results.
https://seekingalpha.com/article/4339998-secular-gold-bull-resumes-force

Ultimo aspetto, ma non meno importante, da conoscere, riguarda i diversi cicli di vita dell’oro, e come, strada facendo, siano cambiate le regole intorno alla determinazione del prezzo dell’oro, fino ad arrivare ai giorni nostri:

https://portfoliocharts.com/2020/08/21/metal-money-and-the-measurable-value-of-gold/

Da citare ovviamente gli accordi di Bretton Woods, e la fine degli stessi, quando, nel 1971, si pose fine alla convertibilità del dollaro in oro, che ha dato il via alla libera fluttuazione sul mercato del prezzo della materia prima.

Quindi, come per il resto degli asset di mercato, è importante valutare il valore dell’oro, e la sua funzione all’interno della nostra asset allocation, più che rincorrerne i prezzi.

In questo inizio 2021, ad esempio, il metallo giallo sta soffrendo, ed è in deciso calo:

https://seekingalpha.com/article/4417840-gold-silver-good-investment

Di nuovo, siamo cacciatori di prezzi o investitori di lungo termine, all’interno di asset allocation ben pianificate?

A riassumere:

https://www.visualcapitalist.com/a-golden-future-visualizing-the-economic-case-for-gold/
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https://www.visualcapitalist.com/a-golden-future-visualizing-the-economic-case-for-gold/
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https://www.visualcapitalist.com/a-golden-future-visualizing-the-economic-case-for-gold/
https://www.visualcapitalist.com/a-golden-future-visualizing-the-economic-case-for-gold/
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Ultimo aggiornamento: 28/04/2021

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