Il mercato orso. Come affrontarlo con successo

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Vediamo di seguito le caratteristiche di un mercato orso e come affrontarlo con successo

Il mercato Orso, identificato in una correzione del 20% e oltre, è quanto di più ostico per gli investitori, vediamo quindi come fare per affrontarlo e superarlo con successo.

Partiamo dicendo che l’ Orso fa male. Se il toro ci spinge, con la sua incornata, dal basso verso l’alto, l’orso ci graffia, dall’alto verso il basso. E’ quindi doloroso, per i nostri investimenti quanto per il nostro morale.

Il tutto contando che l’orso non ci da preavviso, arriva e graffia. Fine della storia.

Vediamo di seguito i “graffi” ribassisti più importanti che hanno colpito i mercati (tradotti qui nell’indice Dow Jones americano):

https://theirrelevantinvestor.com/2021/04/17/have-bear-markets-changed-forever/

I Cigni Neri sono quindi imprevedibili per definizione, così come resta imprevedibile la direzionalità del mercato nel breve termine (nessuno sa nulla, e chi dice di sapere è perchè facilmente deve venderci qualcosa).

Detto questo, ecco di seguito una tabella riepilogativa, aggiornata al 13/03/2020, con tutte le fasi orso di mercato in riferimento all’ indice azionario americano S&P500:

https://awealthofcommonsense.com/2020/03/how-long-does-it-take-to-make-your-money-back-after-a-bear-market/

Dal 1928 ad oggi abbiamo assistito a 28 fasi orso, con un calo medio del 33%, durato poco meno di un anno.

Quando ci ritroviamo in una fase orso, ci sono due cose importanti da tenere a mente:

  • nessuno sa quando finirà. Quindi, la logica di “entro quando il mercato è ripartito” (con la speranza ci cogliere il minimo) non funziona. All’interno di una stessa fase orso, il mercato ci proporrà tanti di quei rimbalzi (meglio noti come rimbalzi del gatto morto) e di quei falsi segnali di ripartenza, da stordirci. Vediamo appunto nella tabella di seguito quanto siano rimbalzati i mercati storicamente all’interno delle varie fasi orso:
  • prima o poi l’orso finisce, torna in letargo, e riparte il toro rialzista, che ci porta verso nuovi massimi

Quanto tempo ci vuole quindi per recuperare dai drawdown di un mercato orso? Ecco di seguito i dati in riferimento sempre all’indice azionario USA S&P500:

https://awealthofcommonsense.com/2020/03/how-long-does-it-take-to-make-your-money-back-after-a-bear-market/

Ora, tralasciando la “grande depressione” degli anni ’30, visto che il mondo nel frattempo è profondamente cambiato e presenta quindi dinamiche economico/finanziarie differenti, i numeri ci dicono che il tempo medio di recupero da un mercato ribassista è di 1 anno e mezzo largo circa. Metà di questi drawdown sono invece stati recuperati in meno di un anno.

Che premio spetta quindi a chi ha saputo mantenere la rotta durante il ribasso dell’Orso?

Nella tabella di seguito vediamo i rendimenti a 1, 3 e 5 anni successivi al termine dei 12 mercati orso più rilevanti che hanno colpito l’indice S&P500 americano:

https://awealthofcommonsense.com/2020/03/returns-from-the-bottom-of-bear-markets/

Da qui, l’importanza del tempo, della pazienza e della disciplina, nel superare i ribassi di mercato e puntare ad ottenere alla fine del valore per i nostri investimenti. A conferma di ciò, vediamo di seguito le performance espresse dall’indice azionario S&P500 in seguito agli eventi storici più critici che hanno colpito di recente il mercato:

https://www.ifa.com/articles/market-timing_more_evidence_really_doesnt_work/

I recuperi dai minimi di un mercato Orso possono essere quindi importanti. L’unica eccezione storica è rappresentata dagli anni della “Grande Depressione“, che hanno visto l’indice Dow Jones salire del 136%, 268 giorni dopo aver toccato il fondo, e nonostante questo essere ancora in perdita del 75%, visto il calo precedente dell’89%, dai massimi.

https://theirrelevantinvestor.com/2021/04/17/have-bear-markets-changed-forever/

Ora approfondiamo di seguito i 4 mercati orso più famosi della storia, ovvero:

  • Grande depressione, che ebbe inizio nel 1929
  • Crisi energetica, del 1973
  • Bolla tecnologica, del 2000
  • Crisi finanziaria, del 2008

Possiamo osservare nel grafico come si è comportato il mercato azionario USA (il dato riprende la variazione dell’ indice S&P500 dividendi esclusi) dallo scoppio di queste bolle:

https://www.advisorperspectives.com/dshort/updates/2020/10/08/the-four-totally-bad-bear-recoveries-where-is-todays-market

L’orso del 1973 mostra successivamente il miglior recupero, con un rialzo del 294,2%, nel periodo esaminato. Segue l’orso del 2008, con un rialzo del 152,5% (Dividendi esclusi).

https://seekingalpha.com/article/4356901-4-totally-bad-bear-recoveries-where-is-todays-market

Osserviamoli ora più nello specifico:

Mercato orso del 1929

https://seekingalpha.com/article/4332684-going-to-try-to-calm-you-down

Il peggior mercato ribassista della storia, caratterizzato dalla Grande Depressione economica.

Mercato orso del 2000

https://seekingalpha.com/article/4332684-going-to-try-to-calm-you-down

Orso caratterizzato dallo scoppio della bolla legata ai titoli tecnologici.

Mercato orso del 2008

https://seekingalpha.com/article/4332684-going-to-try-to-calm-you-down

Ci ricordiamo tutti lo scoppio della bolla finanziaria e immobiliare, del crack Lehman, e della recessione economica che ne seguì.

Nel grafico che segue possiamo osservare l’andamento storico del mercato azionario americano attraverso tutti i vari scenari ribassisti:

https://seekingalpha.com/article/4430612-macroview-confusing-market-crashes-bear-markets-partminus-1

In termini reali (netto inflazione), il percorso assume poi un aspetto ancora diverso:

https://seekingalpha.com/article/4430612-macroview-confusing-market-crashes-bear-markets-partminus-1

Come affrontare quindi e superare con successo un mercato orso?

Prima cosa. E’ una battaglia non di numeri, ma di testa. L’orso non lo si sconfigge con le armi pesanti, ma con la pazienza, prendendolo ai fianchi, sfinendolo. Ci vuole tempo e calma. Se lo affrontiamo di petto e avventatamente, divora noi e il nostro piano finanziario in un nanosecondo. La pazienza deriva dalla consapevolezza che il mercato è prima o poi sempre ripartito, verso nuovi massimi, e nessun orso è mai riuscito a sconfiggere la macchina economica mondiale. L’orso graffia finchè può, ma poi si deve arrendere e tornare nella tana (per poi rifarsi vivo più avanti, con lo stesso intento e lo stesso scopo).

Seconda cosa. Proprio perchè il mercato punta sempre a nuovi massimi, ogni ribasso rappresenta un’opportunità di acquisto. Opportunità che quindi ci permette di sfruttare il calo per aggiungere valore al nostro piano finanziario.

Terza cosa. Diversifichiamo e decorreliamo quanto più possibile il nostro piano finanziario. Oro e obbligazionario, ad esempio, sono beni rifugio che tendono ad apprezzarsi nelle fasi di risk-off del mercato. I classici lazy portfolio, come l’ All Season di Ray Dalio, o il Permament Portfolio di Harry Browne, costruiti su queste basi, sono stati in grado di superare al meglio queste fasi di stress del mercato.

Ricordiamoci quindi che la battaglia con l’orso è una battaglia psicologica, non fisica, perchè ci porta a lottare sul piano emotivo e mentale.

Ecco di seguito il tipico andamento di una lotta investitore-orso:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/03/13/the-psychology-of-a-bear-market/

Quindi, riassumendo.

L’orso fa paura, è fastidioso, ma è sempre stato sconfitto, sistematicamente, dall’investitore paziente e metodico. Il tempo (unito alla disciplina) è il nostro primo contributore di performance, e miglior alleato in battaglia. Sempre.

Ultimo aggiornamento: 02/06/2021

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