Il mondo in shock demografico. Addio pensione?

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Il mondo è in uno shock demografico. Rischiamo di dire addio alla pensione?

Il mondo è in uno shock demografico sempre più marcato, rischiamo quindi di dire addio alla pensione, per come la conosciamo. I numeri infatti sono chiari e ci dipingono un quadro ben preciso. Ad esempio, osservando il contesto italiano, vediamo quanto siano calate le nascite nelle città italiane dal 2008 ad oggi. Meno nascite, più popolazione anziana, il risultato è uno shock demografico inevitabile che porterà il sistema previdenziale a rivedere il sistema pensionistico. E’ in gioco il nostro futuro.

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1213397619013300224

Stiamo infatti registrando un calo importante delle nascite, a livello globale, secondo le ultime ricerche. Entro il 2100 sui 195 Paesi del mondo ben 183 non avranno tassi di fertilità abbastanza alti da mantenere le popolazioni attuali. :

https://www.zerohedge.com/health/global-fertility-decline-will-see-population-over-20-countries-halved-2100-study

Il tasso di crescita della popolazione mondiale registra quindi una brusca frenata, con relativo impatto sull’assetto demografico mondiale:

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1330133877814419459/photo/1

In Italia, il record negativo relativo alle nuove nascite, registrato nel 2018, è stato di nuovo superato nel 2019:

A causa di questo macro-trend, nel corso del 2018, per la prima volta, abbiamo assistito al sorpasso degli over 60 (28,7%) sugli under 30 (28,4%) nella popolazione italiana.

https://www.cattaneo.org/2018/11/19/litalia-e-la-tenaglia-generazionale-il-sorpasso-degli-anziani-sui-giovani/

Ecco la tenaglia generazionale qui rappresentata perfettamente:

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1313378715779375107/photo/1

Il mondo intero sta invecchiando.

Lo vediamo chiaramente anche in questo grafico, che evidenzia come, a livello demografico, l’età media della popolazione mostri un continuo aumento, a disegnare un invecchiamento della popolazione che trova proprio nell’ Europa il suo primato. E il trend è destinato a continuare.

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1327939413826039809/photo/1

Entro il 2060, si stima che quasi 95 milioni di persone in America avranno 65 anni o più. Nel 1900, quella fascia di età contava solo 3 milioni di persone.

https://awealthofcommonsense.com/2020/10/the-7-things-that-matter-for-markets-going-forward/

Il quadro è preoccupante, così come la sfida che dovranno affrontare quindi i modelli previdenziali, per mantenere in piedi un sistema con basi “antiche” all’interno di un mondo nuovo.

Infatti, se nel 2018, su 100 italiani circa 42 sono pensionati (livello massimo nei paesi OCSE), nel 2050 questo valore salirà oltre 50, praticamente un pensionato a carico per ogni lavoratore che contribuisce. Un rapporto quindi fortemente sbilanciato e insostenibile.

Già oggi quasi il 60% della spesa sociale in Italia viene assorbita dal pagamento delle pensioni, che rappresentano quindi una voce importante e impegnativa a bilancio.

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1197236960433184768/photo/1

Nel momento quindi in cui la forbice demografica si sarà ulteriormente ampliata, per cui la popolazione anziana (che percepisce pensione) avrà un peso ancora maggiore rispetto a quella giovane in età lavorativa (che quindi versa i contributi), avremo un punto di non ritorno. Il sistema pensionistico non sarà quindi più sostenibile. Come anticipato, il mondo è in uno shock demografico, il rischio è di dire addio alla pensione per come la conosciamo.

L’Italia, in questo percorso, mostra numeri che fanno riflettere; ad esempio, nel resto dei paesi OCSE, l’età pensionabile è già più alta rispetto a quella italiana.

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1201478801164849152/photo/1

Contestualmente, siamo fra i paesi con la spesa già più alta per le pensioni:

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1306526314292228098/photo/1

E visto che abbiamo anche l’aspettativa di vita in continuo aumento, l’aspettativa pensionistica non potrà che peggiorare:

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1312370826893819906/photo/1

Quanto ancora è sostenibile tutto questo?

Il problema, del resto, come abbiamo visto, è mondiale.

Il gap che si sta creando, infatti, a livello complessivo, fra quella che sarà la richiesta previdenziale, di pensioni quindi, e quella che sarà la disponibilità offerta, è preoccupante. Da qui al 2050, i sistemi pensionistici delle maggiori economie mondiali registreranno infatti un ammanco di risorse di 16.000 miliardi di dollari (stiamo parlando di un quinto del PIL mondiale).

Anche in America i dati parlano chiaro.

Nel 2018, gli Stati Uniti contavano 52 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni. Nel 1900 erano 3,1 milioni. Nel 2030, le previsioni vedono questa fascia di popolazione arrivare a 72 milioni.

Il sistema pensionistico, a livello globale, appare sempre più come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere.

Prendere coscienza di questo cambiamento diventa fondamentale, per questo è giusto parlarne.

Questa di seguito è la proiezione dell’evoluzione demografica negli Stati Uniti. Impressionante.

Questo grafico invece ci porta in Italia (piramide della popolazione italiana 2018 – 2050) e dipinge l’emergenza demografica che ci aspetta in futuro e che dovremo affrontare:

Il nostro modello previdenziale ad oggi non è assolutamente preparato per questo cambiamento.

Shock demografico e shock pensionistico vanno quindi di pari passo. La società è cambiata, si è evoluta, si fanno meno figli, e nel contempo viviamo più a lungo. Questo ovviamente ha ripercussioni inevitabili sull’attuale sistema di welfare, che quindi dovrà evolversi di conseguenza.

Il futuro appare quindi già ben delineato, ma proprio il fatto di saperlo in anticipo ci da modo di muoverci di conseguenza e tutelare oggi, per tempo, quello che sarà il nostro domani. Vista la criticità del sistema pubblico, sta ad ognuno di noi muoverci nel nostro privato per costruire quello che sarà il nostro capitale per il nostro fabbisogno futuro. Ragionare su concetti come risparmio mensile, orizzonte temporale di lungo periodo, e tenore di vita che intendiamo mantenere raggiunta l’età avanzata, diventa quindi fondamentale, e, tramite un’opportuna gestione e pianificazione finanziaria, ci da modo di tutelare serenamente il nostro futuro.

https://www.corriere.it/economia/pensioni/cards/pensioni-assegni-sempre-piu-bassi-perso-12percento-dieci-anni-perche-ci-rimetteranno-giovani/pensioni-2021-rendita-piu-bassa_principale.shtml

Pensioni, assegni sempre più bassi. Perso il 12% in dieci anni. Perché ci rimetteranno i giovani

Pensioni, quinta revisione (tutte negative): un esempio per capire

Si tratta della quinta revisione del coefficiente di trasformazione da quando è stata introdotta (era il 2009) e tutte sono state negative.
Un esempio per capire. Per un lavoratore che lascia a 65 anni d’età con 100 mila euro di contributi accumulati (il tesoretto, appunto), la pensione si è abbassata in questi anni di oltre 900 euro: mentre nel 2009 è stata di 6.136 euro; quest’anno è di 5.245 euro e l’anno prossimo sarà di 5.220 euro.

https://www.wallstreetitalia.com/sorpasso-storico-in-italia-numero-pensioni-supera-quello-degli-occupati/?

Sorpasso storico: in Italia numero pensioni supera quello degli occupati

13 Luglio 2020

A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA, che numeri alla mano spiega:

“Se nello scorso mese di maggio coloro che avevano un impiego lavorativo sono scesi a 22,77 milioni di unità, gli assegni pensionistici erogati sono superiori. Al 1° gennaio 2019, infatti, la totalità delle pensioni erogate in Italia ammontava a 22,78 milioni. Se teniamo conto del normale flusso in uscita dal mercato del lavoro da parte di chi ha raggiunto il limite di età e dell’impulso dato dall’introduzione di “quota 100”, successivamente all’ 1 gennaio dell’anno scorso il numero complessivo delle pensioni è aumentato almeno di 220 mila unità. Pertanto, possiamo affermare con una elevata dose di sicurezza che gli assegni stanziati alle persone in quiescenza sono attualmente superiori al numero di occupati presenti nel Paese” si legge in un’analisi.

Quanto è pronto quindi il sistema pensionistico italiano ad adeguarsi, e quanto è sostenibile, rispetto agli altri?

Siamo gli ultimi in classifica.

E gli italiani invece? Quanto si sentono adeguatamente preparati a livello finanziario per sostenersi durante l’età della pensione?

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1292373306704900101/photo/1

A quanto pare, solo un italiano su 10. La media peggiore fra i paesi indicati.

Tempo di correre ai ripari ed iniziare a costruire le basi per il nostro futuro.

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