L’obbligazionario nell’era dei tassi a 0

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L’asset obbligazionario, come sappiamo, vive tempi eccezionali, visto lo scenario di tassi a 0, se non addirittura negativi. Ecco un approfondimento a riguardo

L’asset obbligazionario, lo sappiamo, vive una fase di tassi a 0 .

Visti i rendimenti minimi, se non nulli, molti investitori si stanno chiedendo quindi come “maneggiare” correttamente la parte bond in portafoglio.

Quando parliamo di rendimenti obbligazionari “evaporati come l’acqua nel deserto”, intendiamo questo:

https://twitter.com/jsblokland/status/1317065253021167616/photo/1

Quale miglior esempio se non il bond governativo austriaco, durata 100 anni, rendimento annuo…0,43%?

Già. Non sembra un buon affare.

Per avere un quadro più completo della situazione, vediamo di seguito i rendimenti storici (con dati aggiornati dal 2007 ad oggi), su varie scadenze, dei Titoli di Stato americani. La colonna a sinistra indica le diverse scadenze temporali dei titoli, mentre alla voce High troviamo i rendimenti storici massimi, e successivamente quelli minimi (Low). Current identifica invece i rendimenti attuali.

https://www.advisorperspectives.com/dshort/updates/2020/04/09/treasury-snapshot-10-year-note-at-0-73

Sì, il rendimento in circolazione è decisamente basso, imbarazzante se confrontato con i rendimenti storici.

Ecco di seguito il percorso che mostra il rendimento del titolo di Stato decennale americano dal 1999 ad oggi:

https://seekingalpha.com/article/4337310-what-is-driving-this-market-higher-and-how-to-play?utm_medium=email&utm_source=seeking_alpha&mail_subject=spy-what-is-driving-this-market-higher-and-how-to-play-it&utm_campaign=rta-stock-article&utm_content=link-0

Questo invece l’andamento del Titolo di Stato decennale Giapponese. Notate delle somiglianze?

https://compoundadvisors.com/2020/26-trillion-and-counting

Questo invece, il percorso del rendimento reale (quindi netto inflazione) di un Titolo di Stato decennale tedesco:

E questi gli amici portoghesi:

https://twitter.com/jsblokland/status/1333319880859332610/photo/1

Ora, facciamo una bella panoramica, mettendo a confronto lo storico a 30 anni dei rendimenti governativi a 10 anni di USA, Giappone, ed Europa:

https://www.gmo.com/europe/research-library/2q-2020-gmo-quarterly-letter/

Il percorso tracciato è incredibile. Il rendimento è sparito. In tutto il mondo.

Dalle stelle alle stalle:

Ecco il percorso che mostra i rendimenti offerti dai Titoli di Stato USA, su diverse scadenze, dal 1999 al 2020. Sui decennali siamo passati appunto dal 6,45% allo 0,68%:

https://compoundadvisors.com/2020/no-country-for-old-yields

E se usciamo dal mondo obbligazionario governativo, ed entriamo in quello corporate, legato quindi alle imprese, il rendimento (reale, quindi netto inflazione) non diventa certo più “attraente”:

https://twitter.com/Luca_Gualtieri1/status/1301438791694114817/photo/1
https://twitter.com/TaviCosta/status/1301002589819949056/photo/1

Anche l’obbligazionario corporate, quindi, ha visto un percorso in continua discesa sui rendimenti offerti:

https://compoundadvisors.com/2020/5-chart-friday-7-24-20

Per trovare numeri più interessanti occorre spostarci verso la parte Corporate High Yield, ovvero emittenti con rating sotto la BBB. Decisamente più rischiosi, e che per questo offrono un maggior rendimento.

Il rischio però vale la candela, contando che anche qui i rendimenti sono scesi ai minimi storici (per comprare bond spesso “spazzatura”)?

https://compoundadvisors.com/2020/5-chart-friday-11-13-20

Questo contesto di tassi a 0 è frutto principalmente delle politiche operate dalle Banche Centrali, che hanno immesso sul mercato liquidità importanti, a sostegno del sistema stesso, tramite misure particolarmente espansive, che hanno portato i tassi d’interesse ai minimi storici, e, di conseguenza, “ammazzato” il rendimento dei bond. Per avere un’idea più precisa di quanto ad esempio la FED, ovvero la Banca Centrale Americana, sia attiva sul mercato, questo nel grafico è il suo bilancio, determinato infatti anche dall’ammontare di acquisti obbligazionari effettuati sul mercato, nel solo periodo aprile 2019-aprile 2020:

https://seekingalpha.com/article/4337310-what-is-driving-this-market-higher-and-how-to-play?utm_medium=email&utm_source=seeking_alpha&mail_subject=spy-what-is-driving-this-market-higher-and-how-to-play-it&utm_campaign=rta-stock-article&utm_content=link-0

Più la FED interviene sul mercato per comprare obbligazioni (direttamente o tramite veicoli come ETF), più il rendimento delle obbligazioni stesse scende. Scende talmente tanto da arrivare addirittura in territorio negativo.

Ovvero chi oggi compra un obbligazione è tenuto spesso a pagare l’emittente per il “privilegio” di prestargli denaro. Suona strano? E’ quanto sta accadendo. Vediamo di seguito l’ammontare di bond a rendimento negativo in circolazione:

Circa il 90% dei paesi sviluppati offre rendimenti, sui rispettivi bond governativi, dell’ 1% o meno. Il 40% di questi paesi offre rendimenti negativi:

https://awealthofcommonsense.com/2020/07/5-thoughts-about-a-world-with-no-yield/

Sono tempi poco generosi per l’obbligazionario.

Ad oggi, l’80% dei bond in circolazione offre un rendimento inferiore al 2%.

https://twitter.com/jsblokland/status/1328013965293707271/photo/1

Questo un quadro completo che mostra la scarsità di rendimento offerta dal mondo bond oggi:

https://twitter.com/jsblokland/status/1332801927315386372/photo/1

Se da una parte le azioni espansive intraprese dalle Banche Centrali si sono tradotte in rendimenti obbligazionari poco interessanti, dall’altra hanno reso meno onerose le operazioni di finanziamento. Questa infatti è la variazione del tasso fisso in America sulle operazioni di mutuo:

In Danimarca, addirittura, ha fatto notizia l’offerta di un istituto di credito per un mutuo a tasso negativo:

https://compoundadvisors.com/2020/5-chart-friday-10-16-20

E il mercato azionario, nel frattempo?

Lo vediamo in questa slide molto interessante, che mette a confronto indice azionario USA S&P500 (linea blu), con la variazione del rendimento del titolo di Stato decennale USA (linea verde), in continuo calo, come sappiamo. Con Q1, Q2 e Q3 identifichiamo le 3 manovre espansive di Quantitative Easing operate dalla FED:

https://www.advisorperspectives.com/dshort/updates/2020/04/09/treasury-snapshot-10-year-note-at-0-73

In sostanza, le misure delle Banche Centrali hanno sostenuto i mercati azionari, e ammazzato i tassi d’interesse (gonfiando di conseguenza anche i prezzi dei bond in circolazione, saliti a loro volta https://www.ilconsulenteintelligente.com/azionario-e-obbligazionario-a-confronto/ ).

Questo è un fantastico riassunto del mondo obbligazionario.

Vediamo qui nel grafico la variazione di rendimento del decennale USA, dal 1960 ad oggi, in relazione ad inflazione, recessioni, e governatori della Banche Centrali che, tramite le proprie politiche, hanno influenzato l’andamento dei tassi d’interesse. Un tracciato completo, inquadrato all’interno di quella che è la storia economica americana:

https://www.advisorperspectives.com/dshort/updates/2020/04/07/treasury-yields-a-long-term-perspective

Osserviamo ora solo la parte obbligazionaria, la discesa verso i livelli minimi è incredibile:

https://compoundadvisors.com/2020/26-trillion-and-counting

Il grafico di seguito ci mostra invece l’andamento dei tassi su diverse scadenze obbligazionarie governative USA. Il movimento è sempre al ribasso :

https://awealthofcommonsense.com/2020/04/at-what-point-do-need-to-worry-about-government-debt/

Quindi, arrivati a questo punto, che fare ora?

Molti analisti vedono oggi l’obbligazionario ben più rischioso dell’azionario stesso. I bond sembrano essere passati da asset con rendimento privo di rischio, ad asset con rischio privo di rendimento.

Quello che sappiamo ad oggi è che sicuramente la parte obbligazionaria vivrà in futuro tempi poco soddisfacenti in chiave performance. Dall’altra, comprare solamente performance in portafoglio non è sempre la soluzione migliore. Poi succede che arriva un evento eccezionale, come il Corona Virus, ed i mercati entrano in risk-off, e a quel punto la performance non interessa più a nessuno, si guarda solo alla protezione e alla difesa del capitale.

E in questo, l’asset obbligazionario ci riesce molto bene.

Ecco infatti il recente andamento dell’indice azionario USA S&P500 (linea bianca), in calo causa turbolenze da Corona Virus, e andamento del Treasury Americano, l’obbligazione governativa USA (linea arancione).

La decorrelazione è un asset di portafoglio prezioso. Diamogli il giusto valore.

Le obbligazioni appaiono sicuramente costose, in termini di prezzi, ma rinunciarvi, in nome del puro rendimento, può essere ancora più costoso per il vostro portafoglio, in termini di maggior rischio e volatilità del vostro investimento.

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