Comprare, vendere o “non fare nulla”?

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I mercati ci espongono a continue variabili ed imprevisti. Cosa fare in quei momenti? Meglio comprare, vendere, o “non fare nulla”? di Matteo Bisognin

Il 9 marzo 2009 viene ricordato dagli studiosi finanziari per essere il giorno in cui è partito l’ultimo grande mercato TORO, principalmente sulla borsa americana, con l’indice di riferimento S&P500 partito da 666 punti ed arrivato attualmente a 3250 punti circa con un rialzo finora del  495%.

Sono stati più di 10 anni costellati anche da notizie negative che hanno portato a vendite e fatto calare l’indice momentaneamente:

Portando diverse volte l’investitore a domandarsi : “perché non vendere, consolidando i guadagni?”


https://theirrelevantinvestor.com/2020/01/08/gradual-improvements-redux/

Ma oltre alle notizie negative che hanno tenuto lontano da questo trend rialzista molti risparmiatori, molte sono state le notizie positive per salirci su questo treno partito:

Purtroppo, a causa dell’eco delle notizie negative, alcuni non ne hanno mai approfittato, oppure solo marginalmente.

Il fatto che le cattive notizie vengano diffuse e “urlate” molto più velocemente delle buone è ciò che separa gli investitori dai rendimenti che il mercato offre.

Questo perché le cattive notizie vengono sbattute in faccia con un amplificatore dai mass media, mentre le buone notizie suonano tranquillamente in sottofondo.

Non farsi condizionare dal frastuono delle notizie consente di impostare L’INVESTIMENTO indipendentemente da tutto e poi, non fare nulla, dovrebbe essere l’impostazione predefinita per la maggior parte degli investitori, ma, ahimè, è più facile a dirsi che a farsi.

Per questo diventa essenziale un aiuto esterno , come quello di un Consulente Finanziario, che razionalizza l’emotività dell’investitore che legge le notizie sui giornali e che gli ricordi la regola del “non fare nulla”.

Può sembrare contro-produttivo, ma negli investimenti, fare nulla è più vincente che fare.

Infatti, investire è molto diverso rispetto alla maggior parte degli altri sforzi nella vita, dove più fai e più vieni premiato.

Negli ultimi 20 anni, il mercato azionario americano ha registrato una media rendimento del 10% ca all’anno, ma l’investitore medio ne ha ottenuto meno della metà. Gli investitori tendono a vendere, uscendo dai mercati, per la paura data delle notizie negative (quando invece dovrebbero comprare) e ad acquistare nei momenti di mercati al top, perché non si leggono notizie negative mentre continuano a “suonare in sottofondo” le buone notizie di una economia che cresce, sempre .

Questo fenomeno è comunemente definito come il divario/gap comportamentale.

“Non è che siamo stupidi. Siamo collegati per evitare dolore e perseguire piacere e sicurezza. Sembra giusto vendere quando tutti intorno a noi sono spaventati e comprare quando tutti si sentono bene. Può sembrare giusto, ma non è razionale. “

Abbiamo visto quindi che non leggere e non farsi condizionare dalle notizie, alla lunga, ha maggior successo che rincorrerle, e, a volte, sentirsi stupidi come lo smemorato del paese, che non ricorda di aver investito e quindi non da importanza alle notizie che sente, porta ad essere vincenti negli investimenti.

Consulente Finanziario Matteo Bisognin

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