Meglio Fondi o ETF?

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L’argomento è attualissimo, e al centro di un’importante dibattito.
Meglio investire in fondi o in ETF?

I numeri, indicati nei vari report e analisi di mercato (basta osservare gli articoli proposti dal Sole24Ore, o i risultati degli studi effettuati da S&P Dow Jones Indices), parlano chiaro, e promuovono la gestione passiva rispetto a quella attiva. Meno costosa e più efficiente. Del resto, gli investitori cominciano ad acquistare sempre più consapevolezza di questo aspetto, e difatti stiamo assistendo ad una crescita importante delle masse investite tramite ETF, anno dopo anno (sebbene il patrimonio gestito tramite fondi comuni sia ancora predominante).

Se in America il quadro è piuttosto chiaro, in Italia c’è ancora molto lavoro da fare. I numeri ci parlano di investimenti dirottati ancora verso strumenti onerosi e poco efficienti, complici le banche che, per guadagnare la pagnotta, continuano a proporli a spron battuto.

Un risparmiatore che quindi si fosse orientato autonomamente verso un piano composto per buona parte da ETF, può quindi ritenersi sicuro del buon esito del proprio investimento?

No, per una ragione molto semplice. Possiamo anche guidare una Ferrari, in grado di fornirci la massima prestazione per il nostro percorso, che se non la sappiamo guidare, alla prima curva l’impatto contro il muro sarà inevitabile. E gara finita.

In America, infatti, dove gli investimenti tramite ETF acquistano sempre più rilevanza, stiamo assistendo ad una compravendita continua e schizofrenica, secondo logiche di breve periodo e scelte dettate dall’emotività.

https://theirrelevantinvestor.com/wp-content/uploads/2019/10/research-a-window-on-index-liquidity.pdf.pdf

Mangiandosi poi, in questo modo, una buona parte del rendimento generato dal mercato.

Non basta quindi la scelta dello strumento, a determinare il valore generato dal nostro investimento. Saranno le nostre scelte, come investitori, a portarci al risultato. Ottime scelte portano ad ottimi risultati, pessime scelte portano a pessimi risultati. A prescindere dagli strumenti utilizzati.

La scelta quindi non è fra strumenti a gestione attiva o passiva (meglio i secondi, comunque).

La vera scelta è fra essere investitori attivi o passivi (e, anche in questo caso, il mercato premia i secondi).

Perché se usiamo strumenti a gestione passiva, ma li compriamo e rivendiamo in modo attivo, allora qualcosa non quadra.

Totò diceva che “è la somma che fa il totale”.

In questo caso il totale è dato dalla somma fra la scelta dello strumento d’investimento e la scelta del comportamento adottato sullo strumento. Le vostre scelte determineranno il vostro totale.

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