Il portafoglio 60 40

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Uno studio sul classico portafoglio d’investimento 60% azionario 40% obbligazionario.

Il 2019 è stato un anno eccezionale per un portafoglio 60/40 classico. Infatti, uno studio effettuato sul mercato USA, ci evidenzia come sia stato il miglior anno del decennio, in termini di performance.

Il dato è sorprendente, soprattutto alla luce delle recenti analisi, che davano il ptf modello 60/40 come morto e sepolto:

https://www.forbes.com/sites/robisbitts2/2019/10/18/bank-of-america-says-60-40-portfolios-are-dead-theyre-right/#5c3bafd43991

Bank of America, infatti, come evidenziato nell’articolo di Forbes, si è espressa negativamente sulle prospettive future di quest’allocazione di portafoglio, soprattutto alla luce dei bassi tassi d’interesse che impattano negativamente sulla parte obbligazionaria.

Eppure, parliamo di un 2019 record, in termini positivi, per il portafoglio 60/40.

Il 2020 poi non è stato certo da meno, con un guadagno del 13% (sempre espresso in USD):

https://theirrelevantinvestor.com/2021/01/07/10-things-ill-be-watching-closely-in-2021/

Il Portafoglio 60/40 sembra quindi ancora ben lontano dall’essere morto e sepolto:

https://twitter.com/TheStalwart/status/1369590703710437378/photo/1

Tracciamo ora uno storico più ampio del modello, e osserviamone l’andamento dal 1977 a fine 2019 (sempre con riferimento al mercato americano):

Il portafoglio 60/40 ha, a conti fatti, uno dei migliori track record degli ultimi 50 anni.

Certo, veniamo da un periodo generoso per i rendimenti, soprattutto obbligazionari, il che ha portato beneficio a questo specifico portafoglio, rendendo il modello 60/40 praticamente imbattibile in questo periodo storico :

https://awealthofcommonsense.com/2020/09/can-the-60-40-portfolio-still-work/
https://awealthofcommonsense.com/2020/09/can-the-60-40-portfolio-still-work/

Il ptf ha infatti saputo generare rendimenti positivi, ad un anno, l’82% delle volte, a 3 anni il 93% delle volte, e a 5 anni il 99,4% delle volte.

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/25/the-new-60-40-portfolio/

Il tutto a fronte di una volatilità contenuta, grazie al contributo della componente obbligazionaria, che ha moderato la volatilità tipica dell’asset azionaria:

https://seekingalpha.com/article/4396249-60-40-portfolio-is-alive-and-well

E’ nota infatti la funzione di decorrelazione che nell’ultimo periodo ha guidato equity e bond, e che ha portato enormi benefici in termini di diversificazione e stabilizzazione al ptf 60/40:

https://seekingalpha.com/article/4396249-60-40-portfolio-is-alive-and-well
https://seekingalpha.com/article/4391557-future-of-60-40-equity-bond-allocation-and-risk-parity

Vediamo di seguito infatti quanto la parte bond si sia dimostrata un valore aggiunto incredibile, per il successo di quest’allocazione di portafoglio. Nel grafico possiamo notare come appunto il modello 60/40 presenti, rispetto ad un’allocazione 100% azionaria, un miglior indice di Sharpe, e livelli di drawdown e volatilità di gran lunga inferiori, grazie proprio al contributo della parte obbligazionaria:

https://seekingalpha.com/article/4391557-future-of-60-40-equity-bond-allocation-and-risk-parity

In termini di drawdown, il portafoglio ha subito una correzione nell’ottica del 20%, a un anno, in una sola occasione (2008), mentre ha saputo guadagnare il 20% annuo e oltre in più di 10 occasioni. Il rendimento medio annuo generato è pari al 10,7%, nell’orizzonte temporale considerato:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/25/the-new-60-40-portfolio/

Vediamo nel grafico di seguito il contributo della parte azionaria (Stocks) e di quella obbligazionaria (Bonds), sul percorso di questo ptf:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/25/the-new-60-40-portfolio/

Questo invece lo storico, per decadi, espresso sia in termini nominali (colonna grigia), quindi al lordo dell’inflazione, che reali (colonna gialla), al netto quindi dell’inflazione:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/27/the-nominal-robber/

Il portafoglio 60/40, negli ultimi 44 anni, ha guadagnato qualcosa come oltre il 7.000%, con un drawdown massimo del 30%.

Impressionante.

La stessa risposta del modello alle crisi di mercato più note è altrettanto importante, grazie principalmente al contributo della parte bond:

Questo invece lo storico del portafoglio, in termini di rischio (valutato nella deviazione standard) e rendimento, studiando i dati dal 1991:

https://seekingalpha.com/article/4318602-new-60-40-expansion-pack?ifp=0&utm_medium=email&utm_source=seeking_alpha

Il portafoglio 60/40 (qui a confronto con il mercato azionario USA, SPX, quello obbligazionario, AGG, un indice di azioni a bassa volatilità, LV, ed il modello 80/20) viene quindi da un rendimento annuo dell’ 8,98%. Certamente niente male.

Questo di seguito è invece il percorso del portafoglio 60/40 ripreso da Portfolio Charts, che ne evidenzia il rendimento annuo, a 10 anni rolling, espresso in termini reali (quindi al netto dell’inflazione), sul mercato americano:

Source: PortfolioCharts

E se invece avessimo investito in questo portafoglio in modo graduale, invece che in un’unica soluzione, che risultati avremmo avuto?

Ecco l’andamento del portafoglio 60/40 americano alimentato ogni 2 settimane, nel corso del tempo:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/05/automate-automate-automate/

Numeri molto interessanti. Ora, cosa ci aspetta il futuro?

Sicuramente, è un dato di fatto, la parte obbligazionaria del portafoglio, grande contributore di performance nel periodo passato, avrà meno cartucce da sparare, visti i rendimenti attuali. E’ facile, e ragionevole, quindi, aspettarsi un rendimento inferiore per il prossimo futuro. La funzione di decorrelazione che offre però la parte bond, mantiene ancora il suo valore, seppur in modo più debole rispetto al passato.

Se infatti osserviamo l’andamento del ptf nel corso del drawdown del 2020 legato al CoronVirus, vediamo appunto come il modello non abbia saputo difendere come in passato:

https://seekingalpha.com/article/4391557-future-of-60-40-equity-bond-allocation-and-risk-parity

Come comportarsi quindi per il futuro?

Un consiglio è quello di aumentare ulteriormente il grado di diversificazione, inserendo ad esempio asset come l’oro, che possono portare benefici al modello stesso:

https://seekingalpha.com/article/4391557-future-of-60-40-equity-bond-allocation-and-risk-parity

Quale che sarà quindi il rendimento futuro (e preventivando che sarà molto probabilmente inferiore rispetto a quello passato), certamente la storia ci dice che adottare un piano diversificato fra asset, decorrelato, e applicando una corretta gestione emotiva e comportamentale, possiamo raggiungere ottimi traguardi per le nostre finanze e per la nostra vita di investitori.

Vale infine sempre il discorso per cui il “portafoglio perfetto” non esiste, e anche il modello 60/40 non è immune al rischio mercato:

https://twitter.com/67Dodge/status/1369594445717454857/photo/1
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