Il portafoglio 60 40

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Approfondimento sul classico portafoglio d’investimento 60% azionario 40% obbligazionario.

Il portafoglio 60/40 è certamente fra i più noti a livello accademico. Semplice nella sua composizione, quanto funzionale, visto il suo track record impressionante, in termini di rapporto rischio/rendimento, nonostante molti analisti comincino ora a mettere in dubbio la sua sostenibilità in ottica futura. Se infatti, giusto nel 2019, il portafoglio segnava la sua miglior performance annua del decennio, nel corso del 2022 la musica sembra essere cambiata:

Il calo congiunto di azionario e obbligazionario, che ha contraddistinto i mercati nel 2022, ha infatti messo in difficoltà il portafoglio 60/40, laddove i bond non hanno saputo offrire protezione dal drawdown azionario, tanto da segnare, a maggio 2022, il peggior avvio d’anno per questa specifica asset allocation:

https://compoundadvisors.com/2022/7-chart-monday-6-6-22

I campanelli d’allarma del resto suonavano da tempi non sospetti, come evidenziato nel seguente articolo:

https://www.forbes.com/sites/robisbitts2/2019/10/18/bank-of-america-says-60-40-portfolios-are-dead-theyre-right/#5c3bafd43991

Bank of America, infatti, come riportato nell’articolo di Forbes, si è espresse negativamente sulle prospettive future di quest’allocazione di portafoglio, soprattutto alla luce dei bassi tassi d’interesse che aprovano a scenari negativi sulla parte obbligazionaria.

I dubbi quindi in merito al proseguo del percorso del portfolio 60/40 sono diversi:

https://www.institutionalinvestor.com/article/b1vxg7cfswbktk/AQR-The-60-40-Portfolio-Won-t-Protect-Investors-Anymore

Eppure, fino a poco tempo fa, parlavamo di un 2019 record, in termini positivi, per il ptf 60/40.

Il 2020 poi non è stato certo da meno, con un guadagno di poco meno del 13% (sempre espresso in USD):

https://theirrelevantinvestor.com/2021/01/07/10-things-ill-be-watching-closely-in-2021/
https://awealthofcommonsense.com/2021/05/last-year-vs-this-year-in-the-markets/

Mentre ne osserviamo quindi ora il calo e la congiuntura sfavorevole, è giusto anche prendere atto della capacità impressionante espressa nel tempo da questo modello di portafoglio di generare valore e al contempo limitare rischi e drawdown, in modo quasi impareggiabile. Certo, da qui in avanti la situazione potrebbe però complicarsi e il percorso farsi quindi più insidioso:

https://theirrelevantinvestor.com/2022/05/04/it-gets-harder-from-here-2/

Al netto di tutto, è giusto però prendere atto di come il modello 60/40 presenti uno dei migliori track record degli ultimi 50 anni.

Certo, veniamo da un periodo storico generoso per i rendimenti, soprattutto obbligazionari, il che ha portato beneficio a questo specifico portafoglio, tanto da renderlo quasi imbattibile nell’arco temporale preso in esame :

https://awealthofcommonsense.com/2020/09/can-the-60-40-portfolio-still-work/
https://awealthofcommonsense.com/2020/09/can-the-60-40-portfolio-still-work/

Il ptf ha infatti saputo generare rendimenti positivi, ad un anno, l’82% delle volte, a 3 anni il 93% delle volte, e a 5 anni il 99,4% delle volte (dati al 2019).

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/25/the-new-60-40-portfolio/

Il tutto a fronte di una volatilità contenuta, grazie al contributo della componente obbligazionaria, che ha moderato la volatilità tipica dell’asset azionaria:

https://seekingalpha.com/article/4396249-60-40-portfolio-is-alive-and-well

E’ nota infatti la funzione di decorrelazione che nell’ultimo periodo ha guidato equity e bond, e che ha portato enormi benefici in termini di diversificazione e stabilizzazione al ptf 60/40:

https://seekingalpha.com/article/4396249-60-40-portfolio-is-alive-and-well
https://seekingalpha.com/article/4391557-future-of-60-40-equity-bond-allocation-and-risk-parity

Vediamo di seguito infatti quanto la parte bond si sia dimostrata un valore aggiunto incredibile. Nel grafico possiamo notare come appunto il modello 60/40 presenti, rispetto ad un’allocazione 100% azionaria, un miglior indice di Sharpe, e livelli di drawdown e volatilità di gran lunga inferiori, grazie proprio al contributo della parte obbligazionaria:

https://seekingalpha.com/article/4391557-future-of-60-40-equity-bond-allocation-and-risk-parity

In termini di drawdown, il portafoglio ha subito una correzione nell’ottica del 20%, a un anno, in una sola occasione (2008), mentre ha saputo guadagnare il 20% annuo e oltre in più di 10 occasioni. Il rendimento medio annuo generato è pari al 10,7%, nell’orizzonte temporale considerato:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/25/the-new-60-40-portfolio/

Vediamo nel grafico di seguito il contributo della parte azionaria (Stocks) e di quella obbligazionaria (Bonds), al percorso di questo ptf:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/25/the-new-60-40-portfolio/

Questo invece lo storico, per decadi, espresso sia in termini nominali (colonna grigia), quindi al lordo dell’inflazione, che reali (colonna gialla), al netto quindi dell’inflazione:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/27/the-nominal-robber/

Il portafoglio 60/40, negli ultimi 44 anni, ha guadagnato qualcosa come oltre il 7.000%, con un drawdown massimo del 30%.

Impressionante.

La stessa risposta del modello alle crisi di mercato più note è altrettanto importante, grazie principalmente al contributo della parte bond:

Questo invece lo storico del portafoglio, in termini di rischio (valutato nella deviazione standard) e rendimento, studiando i dati dal 1991:

https://seekingalpha.com/article/4318602-new-60-40-expansion-pack?ifp=0&utm_medium=email&utm_source=seeking_alpha

Il portafoglio 60/40 (qui a confronto con il mercato azionario USA, SPX, quello obbligazionario, AGG, un indice di azioni a bassa volatilità, LV, ed il modello 80/20) viene quindi da un rendimento annuo dell’ 8,98%. Certamente niente male.

Questo di seguito è invece il percorso del portafoglio 60/40 ripreso da Portfolio Charts, che ne evidenzia il rendimento annuo, a 10 anni rolling, espresso in termini reali (quindi al netto dell’inflazione), sul mercato americano:

Source: PortfolioCharts

E se invece avessimo investito in questo portafoglio in modo graduale, invece che in un’unica soluzione, che risultati avremmo avuto?

Ecco l’andamento del portafoglio 60/40 americano alimentato, con versamenti da 100 dollari, ogni 2 settimane, nel corso del tempo:

https://theirrelevantinvestor.com/2020/06/05/automate-automate-automate/

Numeri molto interessanti, che riflettono un passato glorioso per questo portafoglio. E ora, cosa ci aspetta per il futuro?

Sicuramente, è un dato di fatto, la parte obbligazionaria del portafoglio, grande contributore di performance nel periodo passato, si trova oggi ad affrontare sfide alquanto impegnative, tanto da mettere in discussione la stessa funzione di decorrelazione storica rispetto all’equity.

Se infatti osserviamo l’andamento del ptf nel corso del drawdown del 2020 legato al CoronaVirus, vediamo appunto come già in quell’occasione il modello non abbia saputo difendere come in precedenza:

https://seekingalpha.com/article/4391557-future-of-60-40-equity-bond-allocation-and-risk-parity

Secondo una ricerca pubblicata da Goldman Sachs, infatti, durante il primo trimestre del 2020 un classico portafoglio 60/40 americano ha registrato uno dei maggiori drawdown dagli anni ’60, proprio a causa della crescente correlazione fra equity e bond.

https://www.morningstar.it/it/news/213327/ha-ancora-senso-un-portafoglio-60%2F40.aspx

Come comportarsi quindi adesso?

Un consiglio è quello di aumentare ulteriormente il grado di diversificazione, inserendo ad esempio asset come l’oro, che possono portare benefici al modello stesso:

https://seekingalpha.com/article/4391557-future-of-60-40-equity-bond-allocation-and-risk-parity

Quale che sarà quindi il rendimento futuro (e preventivando che sarà molto probabilmente inferiore rispetto a quello passato), certamente la storia ci dice che adottare un piano diversificato fra asset, decorrelato, e applicando una corretta gestione emotiva e comportamentale, possiamo raggiungere ottimi traguardi per le nostre finanze e per la nostra vita di investitori.

Il portafoglio 60/40 quindi non è “rotto”, magari ha bisogno di giusto qualche accorgimento (soprattutto lato reddito fisso), ma da qui a farne oggi il funerale, ce ne passa:

https://www.evidenceinvestor.com/the-60-40-portfolio-aint-broke/

Vale infine sempre il discorso per cui il “portafoglio perfetto” non esiste, e anche il modello 60/40 non è immune al rischio mercato:

https://twitter.com/67Dodge/status/1369594445717454857/photo/1
https://twitter.com/Schuldensuehner/status/1463860213983891461/photo/1

L’allocazione “ottimale” non è sempre sufficiente quindi.

Da qui, l’importanza di abbinare, poi, al portafoglio efficiente anche dei comportamenti altrettanto efficienti, che si traducono nel mantenere la rotta anche quando le cose sembrano non funzionare.

https://compoundadvisors.com/2021/the-most-important-rule-in-investing

In sostanza, per raccogliere i frutti del grafico di sopra, occorre saper assorbire i colpi del grafico di sotto:

https://theirrelevantinvestor.com/2022/03/20/the-worst-run-for-bonds-since-1980/

Ultimo aggiornamento: 26/06/2022

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